Un primo prototipo di Romanticismo si ebbe con la letteratura cavalleresca del XII-XIII secolo in cui i cavalieri esaltavano e sublimavano queste candide, stupende ed irraggiungibili dame e descrivevano il loro dolore nel non poterle avere; ma come vero movimento artistico che interessò la letteratura ma anche la pittura e la musica, il Romanticismo nacque e si sviluppo in Europa seguendo indicativamente date differenti, e cioè in Germania nel 1798 con lo Sturn und Drang, in Inghilterra sempre nel 1798 con la pubblicazione delle “Lyrical Ballad” di Coleridge e Wordsworth, in Francia nel 1813 ed in Italia nel 1816 con la creazione della “Biblioteca Italiana”.
I cardini su cui poggiava erano 3 e cioè:
1-un profondo rifiuto della ragione illuministica perché si era rivelata non in grado di spiegare il mondo nella sua interezza tralasciando aspetti fondamentali della vita, come quelli legati all’emotività. Vi è quindi un’esaltazione, valorizzazione ed esplorazione della psiche umana e dell’irrazionale, e cioè dei sentimenti e delle emozioni, ma anche del sogno, della follia.
2- si passa ad un individualismo o soggettivismo in cui, crollando le certezze universali dettate dalla ragione illuministica, si passa ad un primo relativismo, e cioè non si pensa più che il mondo abbia una sola chiave di lettura universale ma ogni uomo ha un modo di vedere le cose che è relativo e cambia da uomo a uomo. Vi è quindi una valorizzazione dell’esperienza e del pensiero individuale: si invita l’uomo a ragionare su se stesso, a porsi domande su se e sulla propria interiorità.
3- vi è una teorizzazione dell’assoluto, e cioè dell’infinito che si materializza nella realtà come natura o come sentimento. Per molti romantici l’amore diviene il sublime e cioè l’oggetto del desiderio assoluto e il punto verso cui ogni uomo tende e si strugge per raggiungerlo.
Quindi il Romanticismo in generale si può definire con una frase di Baudelaire contenuta nel saggio “Che cos’è il romanticismo?” che dice: “intimità, spiritualità, aspirazione verso l’infinito espressa con tutti i mezzi che le arti offrono”. Questo movimento ebbe numerose sfaccettature a livello stilistico e a livello di tematiche particolari affrontate e sviluppate, ma ciò che a noi interessa, è il predominante aspetto sentimentale-amoroso, che fu l’aspetto che ha poi condizionato il moderno modo di concepire il significato della parola “romantico”. L’amore nel romanticismo venne sublimato, identificato con l’infinito, il piacere ed il bene spirituale più alto concesso alla triste, dolorosa e decadente vita dell’essere umano.
Abbiamo quindi parlato dei cardini su cui poggiava il Romanticismo, uno degli ultimi sviluppi e ramificazioni di questo movimento a noi interessa molto, e sto parlando di Oscar Wilde
e del suo particolare stile estetico – romantico. Egli fu uno scrittore, drammaturgo e poeta ed il libro in cui più esplicita meglio il suo stile e la sua filosofia è “Il Ritratto di Dorian Gray”: in questo libro troviamo una sorta di bellissimo eroe romantico perfettamente dandy che conduce una vita molto agiata e dopo essersi fatto fare un ritratto che lo immortala in tutto il suo splendore, spinto dai consigli di Lord Henry, un perfetto esteta anche vagamente cinico che gli consiglia di lasciarsi andare ai piaceri che la vita poteva dargli sfruttando questa immane bellezza finché sarebbe durata e concentrandosi solo sui sentimenti e sulle emozioni che avrebbe incontrato sul suo percorso. Dorian Gray esprime quindi il desiderio di rimanere per sempre bello così come ritratto nel dipinto ed inizia a seguire i consigli di Lord Henry lasciandosi pervadere dall’amore per una giovane attrice e gioendo profondamente ma poi, venendo deluso da una sua performance teatrale, la lascia malamente, lei muore e a lui rimane un enorme senso di colpa che lo corroderà portandolo anche a fare uso di droghe e precisamente di oppio fino a che la sua vita decadrà sempre più quando un giorno, corroso dal dolore, decide di lacerare il dipinto con un coltello, dipinto che nel frattempo mutava ogni qual volta commetteva un gesto negativo che arrecava dolore a lui o ad altri e diveniva sempre più inquietante, il viso che prima era bellissimo iniziava ad acquisire un ghigno malvagio ed iniziavano a formarsi rughe, la pelle ingialliva, il ritratto sostanzialmente invecchiava mentre Dorian rimaneva sempre bello. Lacerando il dipinto quindi Gray si accoltella da solo e viene trovato morto in un lago di sangue profondamente invecchiato come mai nessuno aveva visto, davanti al quadro lacerato.
In questo libro troviamo tutti gli elementi stilistici e tematici che affronta Oscar Wilde, e cioé una grande esaltazione dei sentimenti e delle emozioni: dal grande amore al dolore inquieto più profondo e un‘esaltazione e un’amore per la bellezza in sé: bellezza come verità assoluta, che si manifesta nella natura, nel corpo umano femminile e maschile, nel semplice ma allo stesso tempo estremamente raffinato e ricercato modo di scrivere e descrivere le cose, le circostanze, gli ambienti di svolgimento dell’azione, i sentimenti e le sensazioni dei protagonisti. Oscar Wilde, quindi, identifica il suo sublime romantico con la bellezza e con l’amore. Morì nel 1900 e sono quindi queste le ultime evoluzioni che ebbe il movimento romantico così come viene considerato dalla storia della letteratura e dell’arte; si tradusse infatti in Espressionismo durante i primi anni del ‘900 concentrando sempre più la sua attenzione verso l’irrazionale, il sogno e la follia.
Il movimento romantico al tempo non ebbe particolari aspetti di cultura popolare poiché si può dire che quasi non ne entrò proprio a contatto perché fu essenzialmente un movimento letterario, e alla fine dell’Ottocento la maggior parte della popolazione era del tutto analfabeta e non poté quindi minimamente entrare in contatto con questo movimento, che rimase relegato a classi medio-alte o comunque a persone di un certo rango che, oltre a saper leggere e scrivere, avevano anche il tempo di dedicarsi ai piaceri della cultura e non dovevano lavorare in fabbrica o in ufficio a fare conti per 10 o più ore al giorno. Ora analizziamo accuratamente gli anni che susseguirono: come già detto il Romanticismo finì intorno al1900 e contemporaneamente agli anni della sua fine iniziò a formarsi e ad acquisire successo il Blues
che dalle campagne sotto forma di canto corale e tradizionale (Country Blues) si diffuse nelle grandi città venendo interpretato da donne di colore specialmente nei Night Club (City Blues). La parola “Blues” sta per dolore, travaglio, sofferenza ed in generale le storie narrate nelle canzoni blues sono esperienze di vita dolorose, molte volte legate alla condizione di disparità e di segregazione che vivevano gli individui di colore. Inizia quindi a comparire nelle canzoni l’esperienza personale e soprattutto diventa centrale l’emotività. Successivamente troviamo la Prima Guerra Mondiale che porta morte e distruzione in tutta Europa, poi sono gli anni delle grandi ideologie: Nazismo in Germania, Fascismo in Italia e Comunismo in Russia dirottano parte della produzione artistica di quegli anni verso una vera e propria arma di propaganda di regime. Parallelamente si sviluppa un movimento nato già nell‘800 chiamato Neoclassicismo e che si opponeva al romanticismo a favore di contenimento, religione ovvero cristianesimo e un programma politico molto reazionario, contrariamente a quello romantico che invece propugnava la libertà e l’autodeterminazione dei popoli, come troviamo in Rousseau. Poi arriva la Seconda Guerra Mondiale che mette in ginocchio economicamente e socialmente l’intera Europa, Europa che che negli anni successivi subirà dagli Stati Uniti d’America un grandissimo influsso e condizionamento economico (Piano Marshall), politico, sociale e artistico.
Di interesse rilevante è anche la concessione del diritto di voto
alla donna nell’immediato dopo guerra, donna che duranti gli anni in cui gli uomini erano a combattere ha iniziato a riscattarsi dalla sua posizione di subordinazione per andare a compiere compiti che erano prima esclusivamente di competenza maschile: basti pensare alle donne partigiano o alle donne che andavano a fare lavori fino ad allora di competenza esclusivamente maschile. Siamo alla fine degli anni 40’-inizio anni ’50 del ‘900 e negli Stati Uniti a livello musicale stanno sempre più prendendo piede generi di musica nera come il Rythm & Blues che si evolveranno in Rock’n’Roll:
una musica che coinvolge i giovani e che solo i giovani apprezzano perché li fà alzare dalla sedia ed iniziare a ballare muovendo le anche, secondo i conservatori in modo estremamente maleducato ed irrispettoso della morale tradizionale. A livello stilistico e tematico non ha molto a che vedere col Romanticismo poiché i testi delle canzoni sono spesso insensati, magari raccontano qualche storia o episodio ma sono del tutto superficiali e disinteressati a qualsiasi tematica, l’obiettivo era far muovere e ballare i ragazzi. Quindi questo è ciò che sta accadendo a livello musicale negli Stati Untiti che nel frattempo, come già detto, stanno esercitando un profondo influsso e condizionamento economico, politico, sociale e artistico sull’Europa, Europa in cui negli anni ’50 iniziano a circolare i primi dischi Rock’n’Roll d’importazione americana; ed il popolo più sensibile e predisposto a ricevere ed assimilare questa nuova cultura sono gli Inglesi, ovviamente facilitati dalla lingua. Arrivano quindi i Beatles che alla fine degli anni ’50-primi anni ’60, iniziano a suonare esercitandosi in cover dei migliori artisti Rock’n’Roll americani come Little Richard e Chuck Berry.
Ne assimilano quindi lo stile e la tecnica musicale ed iniziano a scrivere brani propri che a livello musicale riproducono fedelmente lo stile assimilato introducendo però nei testi una nuova, spensierata e semplice tematica amorosa e sentimentale, riprendendo vagamente i testi dei classici jazz degli anni 20 provenienti da Tin Pan Alley, la sede di tutte le case discografiche e di tutti i musicisti jazz dalla fine dell‘800 alla fine degli anni 20. I Beatles all’inizio degli anni ‘60 iniziano ad avere un grandissimo successo raccontando tante storie universali: parlano di ragazze che amano, parlando di un spensierato e felice amore di verso di loro che è ricambiato ed in generale tutto và alla perfezione; sono anche anni di un certo benessere e di crescita economica. Gli anni che seguiranno sono anni in cui i giovani attireranno sempre più l’attenzione del resto della società che prima li aveva completamente esclusi: la società non gli va bene e vogliono cambiarla cambiando loro per primi i propri sistemi di valori, le proprie abitudini, attitudini e i propri campi d’interesse. I giovani vogliono maggiore importanza all’interno della società, vogliono un amore libero che supera i limiti imposti fino a quel momento dalla cultura tradizionale e dalla religione, non vogliono morire in guerra, vogliono potersi esprimere liberamente nelle arti, vogliono abolire i privilegi dei pochi e dare a tutti gli stessi diritti; inoltre anche gli omosessuali, i neri e soprattutto le donne rivendicano in questi anni i propri diritti. Quindi i mutamenti che avvengono in questi anni che ci interessano sono che, nelle canzoni scritte dai giovani, si incomincia a parlare d’amore e di sentimenti, di rapporti ragazzo-ragazza in cui tutto và bene, c’è felicità e spensieratezza: due sentimenti che i Beatles, con i loro primi album pieni di cori molto dolci e raffinati presi dagli Everly Brothers di Tin Pan Alley, comunicano molto bene. Quindi entrano a far parte della cultura popolare tematiche come l’amore ed il rapporto ragazzo-ragazza, tematiche molto molto simili a quelle romantiche di fine 800, con la differenza però di una felicità e spensieratezza di fondo perché tutto và bene, l’amore c’è ed è stato raggiunto e ora si sta sublimamente benissimo, contrariamente al romanticismo che invece era caratterizzato da aspetti di decadenza, di peccato e soprattutto di ricerca mai compiuta del sublime e quindi dell’amore. A livello sociale in Inghilterra avvengono numerosi mutamenti, che sono ben esemplificati nel fim Quadrophenia: concretamente i ragazzi iniziano a girare in Vespa o in moto a seconda che fossero MOD o Rockers e si trovano in luoghi come pub o zone ricreative in cui ascoltano musica dai juke-box, organizzano festicciole private quando i genitori non sono a casa o si ritrovano in sale da ballo ballando Rock’n’Roll, entrano in stretto contatto con le ragazze e instaurando tipologie di rapporto profondamente diverse da quelle esistite fino a quell’epoca che erano state rigidissime e che ai giovani non andavano più bene. I ragazzi si incontrano la sera, bevono e si mangiano le prime pasticche (anfetamine), ballano forsennatamente e corteggiano le ragazze e poi se tutto và bene ci fanno anche l’amore ma non necessariamente. Sono presenti nella vita dei ragazzi nuove dinamiche: dinamiche a livello di socialità, dinamiche amorose e dinamiche legate alle droghe, praticamente  nuove fino a quel momento. Di anfetamine in pasticche e di alcol se ne fa una largo uso. In generale quindi tutto và bene e c’è grande serenità nell’aria. Poi alla fine degli anni 60, nel 1968 arriva la “Summer of Love”, estate in cui il movimento alternativo arriva al suo apice, estate in cui si propugna la pace, l’amore libero, la serenità, estate in cui viene i Beates pubblicano Sgt. Pepper Lonely Hearth Club Band, l’album che si rifiuteranno poi di suonare live per la perfezione raggiunta in studio. Nell’album, con sonorità molto psichedeliche, si parla anche d’amore, ma è un’amore sereno in cui tutto va bene e grazie ad esso si sta un pò meglio (“Getting Better”) e più che altro è onnipresente la tematica della morte di Paul McCartney. Sono predilette in questo periodo le droghe psichedeliche come LSD e funghi allucinogeni e ha una prima grande diffusione la Marijuana.
Ora vediamo quali sono le conquiste e gli avanzamenti ottenuti dal movimento femminista e dal movimento che è arrivato al suo apice con questa “Estate dell’amore”: la donna diviene finalmente proprietaria del proprio corpo,  acquisisce il diritto di abortire, il diritto di fare sesso e non rimanere in cinta con la pillola anticoncezionale, il diritto di divorziare e spezzare molto più facilmente di prima un matrimonio o un fidanzamento. Queste conquiste, anche se nell’immediato non ebbero significativi effetti sulla società, li avranno sull’onda lunga da lì a neanche una ventina d’anni.
Nei primi anni ’70 crollano i sogni di poter cambiare il mondo con la non-violenza e l’amore e segue quindi un periodo in cui i musicisti si discosteranno completamente da qualsiasi tematica, sia politica che amorosa, per concentrare il proprio estro artistico sulla tecnica d’esecuzione: gare a colpi di tecnicismi e virtuosismi con testi che narrano di temi astratti, esoterici, fantastici, mitologico. Questo durò fino a quando alla fine degli anni ’70 arriva il punk che scardina quel sistema di fare musica per sostituirvi una grande essenzialità e semplicità d’esecuzione che non necessita di grandi abilità tecniche ma che serve solo per esternare la propria rabbia. Il punk esprime l’odio nei confronti del sistema che nel ’68 ha vinto e che ora si è scelto di combattere radicalmente con le armi, senza più gesti non-violenti. L’uso di droghe è dilagante, si abusa di alcol, anfetamine, colla, eroina ed in generale droghe a basso costo.Vi è nel punk un grande riscatto della donna che fino a quel momento era stata abbastanza estromessa dal panorama musicale, con l’eccezione del Blues. Nel punk è al pari dell’uomo. Un esempio di gruppo tutto italiano di punk ’77 fatto da solo ragazze sono le Kandeggina Gang, oppure l’inglese Patty Smith.
Inizia quindi il riscatto della donna che negli anni ’80 con la disco-music inizia ad andare in discoteca ed in generale si emancipa sempre più dalla sua originale posizione di sottomissione all’uomo acquisendo sempre più peso ed importanza. Contemporaneamente la figura maschile, che dagli anni ’60 aveva iniziato un processo di femminizzazione, negli anni ’80 questo processo si acutizza e molti gruppi maschili iniziano ad acquisire e a giocare su questo usando costumi molto femminili, truccandosi e acquisendo aspetti decisamente femminili. In questi stessi anni gli omosessuali acquistano molta visibilità, nascono i primi club per gay ed in generale, all’interno della società, si inizia a manifestare un’ apertura nei confronti di questo mondo completamente snobbato e degradato fino a questo momento.
Un importante gruppo degli anni ’80 da considerare sono i Joy Division, gruppo fondamentale della scena dark-punk che porta la follia, la depressione ed il dolore in prima fila con la voce e le parole agghiaccianti di Ian Curtis.
Importante è affrontare il discorso riguardo le “toch songs”. Le Torch Songs sono per definizione canzoni d’amore in cui il cantante si lamenta per aver perso l’amore della propria vita e afferma che ora la propria esistenza non ha più senso e per il resto della vita non amerà nessun’altra persona al di fuori di lei. Queste canzoni sono inserite nel panorama jazz, blues e rhytm & blues che attraversa di tutto il‘900 con cantanti come LaVern Baker, Aretha Franklin, Nina Simone… Tuttavia un aspetto salta all’occhio, e cioé che tutti gli interpreti di Torch Songs sono al 99% donne. Ci sono davvero pochissimi cantanti uomini, questo perché nella maggioranza dei casi erano le donne che venivano lasciate dall’uomo e non viceversa. Nel frattempo arriviamo agli anni ’90, anni in cui in Gran Bretagna vi è un “ritorno alle origini” e cioé una nuova voglia della freschezza beatlesiana dei primi anni ’60. Nasce così il genere che viene chiamato Britpop di cui i maggiori esponenti sono Oasis e Blur che si ispirano molto ai Beatles e alla cultura Mod anni ’60.
Tornano quindi in voga, dopo anni e anni, i sentimenti: ad esempio le canzoni sdolcinate degli Oasis o i cori dolci e romantici dei Blur.
Arriviamo quindi agli anni 2000, anni in cui iniziano a circolare hit Hip-Hop commerciale cantate da giovani neri contornati da ragazze molto sensuali e molto provocanti, i cui atteggiamenti rimandano alla prima Madonna, a Cindy Lauper. Ragazze sensualmente molto provocanti che non sono più oggetti in mano all’uomo ma l’uomo è diventato un loro oggetto che prendono, ci fanno ciò che vogliono e poi magari buttano, così come era stato fino a quel momento nei loro confronti: pensiamo allo stereotipo del marinaio che di porto in porto si fà una donna diversa lasciandola illusa ed innamorata.
Ci sono vari esempi di artisti donne più o meno eccentriche che incarnano questa nuova idea di donna: Madonna, Cindy Lauper ma possiamo notare anche la più recente Gwen Stefani, le Pussy Cat Dolls. Quindi si sviluppa e si realizza l’idea della “bad girl”: la ragazza del tutto emancipata che gioca a far soffrire l’uomo, a tenerlo al guinzaglio, a prendersi gioco di lui, della sua debolezza e della sua nuova posizione di subordinazione nei confronti della donna. L’idea rivoluzionaria è esposta bene nel video di Madonna “Material Girl”, una ragazza che nonostante il corteggiamento di ragazzi che indossano una fascia e si identificano nello stereotipo del principe e che le regalano soldi, gioielli, si fà desiderare, si diverte molto, sembra starci ma alla fine sceglie il “parcheggiatore” che le regala un ridicolo mazzo di margherite, non sceglie il principe azzurro. Questo destabilizza l’idea di uomo e del potere di conquista che aveva fino ad ora nei confronti della donna. Trapela l’idea che ora è la donna a decidere con chi andare e a chi aprire le gambe e sceglie l’uomo non in base agli status simbol assodati fino a quel momento ma in base al suo esclusivo gusto e volontà personale. Il rapporto ragazzo-ragazza inizia quindi a mutare profondamente in ogni sua sfumatura. In molti videoclip e pubblicità, l’uomo acquista una connotazione di sottomissione, è schiavo della donna, è un oggetto nelle mani della donna. L’uomo non è più nulla, è la donna ora a decidere, a comandare. In molte pubblicità di moda, ad esempio queste della D&G, diventa comune lo stereotipo dell’”uomo zerbino”, femminizzato, che ha perso la sua posizione di predominanza nei confronti della donna che invece ha preso in mano le redini dei rapporto. Quindi, in un arco di tempo che dura una trentina d’anni dalla fine del 1968, la posizione della donna all’interno della società muta profondamente, e più lentamente ma non meno radicalmente cambia all’interno del rapporto di coppia. Uno studio recente sul rapporto di coppia dell’Università di Siena a cura del sociologo dott. Enrico Cheli dice espressamente:”…va poi aggiunto il processo di emancipazione della donna, che non si accontenta più di ricevere dal proprio partner una casa e una certa sicurezza materiale ma avanza anche altre richieste, sessuali, sentimentali e di dialogo, che non sempre lui è in grado di capire e di soddisfare, anche perché mentre la donna ha iniziato già da tempo a sviluppare il proprio maschile interiore, l’uomo – salvo rare eccezioni – non ha ancora affrontato il suo femminile interiore ed anzi lo teme”. Lo studio continua affermando che per questi motivi e per altri legati all’analfabetismo emotivo-relazionale dei partner soprattutto per quanto riguarda gli uomini, per l’innalzamento del livello delle preteste da parte di entrambe le parti ma soprattutto delle donne insieme ad uno scarso livello di comunicazione interna alla coppia e all’arcaicità e superamento dell’istituzione matrimoniale, le coppie iniziano a sciogliersi sempre più frequentemente e precocemente perché prima era solo l’uomo che “poteva permettersi” di chiudere un rapporto, mentre ora un taglio alla relazione può provenire da entrambi le parti indistintamente. Considerando ovviamente tutte le eccezioni e le dinamiche particolari interne a ciascun rapporto uomo-donna, l’uomo in generale inizia ad essere lasciato molto più spesso dalla donna: fino a quel momento era quasi sempre stato lui a lasciare lei, lei che arrivava addirittura a tollerare tradimenti e maltrattamenti pur di non spezzare il rapporto. Ora lei ha imparato a lasciare con anche più facilità di quanto non fosse in grado di fare l’uomo. Uomo che fino a quel momento aveva avuto una posizione di predominanza assoluta nei confronti della donna all’interno del rapporto di coppia, ora si scontra sempre più spesso con la sofferenza amorosa. Un tipo di sofferenza che aveva sempre voluto tenere tenere lontano da se e, semmai l’avesse incontrata, l’avrebbe tenuta in un cassetto cercando solo di dimenticarla e non di elaborarla. Per trovare una traccia significativa a livello artistico-letterario di questo tipo di sofferenza maschile, bisogna tornare al romanticismo di fine 800 di Oscar Wilde o addirittura alla letteratura cortese medioevale, in cui l’uomo soffriva per non possedere la donna amata, la cortigiana che amava follemente e che in termini romantici sublimava paragonandola ad un angelo, alla Madonna, a qualcosa di candido, perfetto ed irraggiungibile.
Mentre coi Beatles l’amore era sempre corrisposto e anzi, molto più spesso trapela dai testi che proveniva più intensamente dalla ragazza che dal ragazzo, ora l’uomo inizia a soffrire più frequentemente e diffusamente, e le cose cambiano. Il passo successivo è l’esternazione di questo sentimento, difficile da esternare per l’uomo perché ha sempre pensato che così facendo avrebbe perso la propria identità per acquisire caratteri femminili stereotipamente deboli, ed è proprio questo il punto.
L’uomo, che durante tutti gli anni ’60-’70-’80 si è sempre più femminizzato, partendo da James Dean,
il primo “uomo debole” con caratteri, forme e vestiti più dolci, morbidi, femminili, che non facevano parte dell’immaginario di uomo esistito fino a quel momento, arrivando fino a David Bowie come esempio dell’estremizzazione di questo processo di femminizzazione, iniziando a soffrire l’uomo inizia ad esternare questo volendo tornare romantico, fregandosene di acquisire agli occhi della società caratteri femminili che gli avrebbero fatto perdere di “virilità” e volendo tornare a parlare d’amore sublimandolo, ponendolo al centro della propria vita come unico oggetto per cui valga la pena vivere, in contrasto con anni in cui si pensa che tutte le ideologie abbiano fallito, anni in cui la società è stata sempre più spinta a non pensare ma ad acquistare, a pensare solo alle cose materiali e preconfezionate senza astrarsi da tutto, senza riflettere profondamente sul vero valore delle cose e dando ai sentimenti un valore del tutto marginale e superficiale.
Negli anni 2000 con i Libertines e con la nascita dell’Indie-Rock o Indie, l’amore romantico ottocentesco torna a luccicare dopo un centinaio d’anni di sonno un poco disturbato. Iniziano a suonare insieme nel 1997 ed i due cantanti-chitarristi sono Pete Doherty e Carl Barat. Pete nasce a Hexam in Gran Bratagna, studia al liceo ottenendo ottimi voti in letteratura e poesia di cui è molto appassionato, soprattutto di Oscar Wilde, Baudelaire e Wolfman. Inizia poi l’università ma molla al primo anno andando a vivere in uno squat con Carl Barat. I due vivono insieme e si presume che abbiamo avuto una relazione segreta ma comunque è assodato che vi sia del tenero tra loro. Iniziano quindi a suonare insieme, suonano per 4-5 anni prima di pubblicare nel 2002 il loro primo album Up the Bracket, con cui vanno in vetta alle classifiche britanniche divenendo un fenomeno di massa a livello musicale e culturale. I testi trattano temi profondamente romantici. In alcuni si parla di difficili condizioni sociali, di droga, ma anche e soprattutto di sentimenti e d’amore. In quest’album Pete e Carl sono molto uniti e vivono un felice periodo fatto di concerti, cocaina, ragazze, e tutti i vantaggi accessori della popolarità. Ma è nel secondo e ultimo album del 2004 dove i Libertines raggiungono il top della loro produzione. L’album si chiama “The Libertines” come il gruppo, esce appunto il 30 agosto 2004 e successivamente il gruppo si scioglierà, in maniera ufficiale solo nel 2005 però. L’album nasce e si sviluppa dal profondo litigio e separazione tra Pete e Carl. “The Libertines” è l’album senza ritorno in cui Pete professa non ufficialmente tutto il suo amore per Carl e parla e descrive le sfumature di tutte le sensazioni, di tutte le volontà che in quel triste periodo lo coinvolgono. L’album viene molto apprezzato dalla critica, critica che tuttavia non coglie e non gli dà tutta l’importanza che merita. The Libertines è un capolavoro di filosofia romantica-emozionale applicata alla musica e, in particolare, al rock. La canzone che si può dire rappresenti tutto lo stile musicale e tutta la filosofia dell’album è la prima traccia e si chiama “Can’t stand me now”.
Questo è il testo della canzone:
An ending fitting for the start
you twist and tore our love apart
your light fingers through the dark
shattered the lamp, into darkness it cast us
No you’ve got it the wrong way round
you shut me up and blamed it on the brown
cornered the boy kicked out at the world…the world kicked back
alot fuckin’ harder now
If you wanna try, If you wanna try
there’s no worse you could do (oh oh oh)
I know you lie (I know you lie)
I’m still in love with you (oh oh oh)
Can’t take me anywhere (Cant take you anywhere)
Can’t take me anywhere (No, I can’t take you anywhere)
I’ll take you anywhere you wanna go
No, You can’t stand me now (You can’t stand me now)
You can’t stand me now (You can’t stand me now)
You, can’t stand me now (You can’t stand me now)
You cant stand me now, YOU CAN’T STAND ME NOW!
Have we enough to keep it together?
or do we just keep on pretending (and hope our luck is never ending..)
You tried to pull the wool I wasn’t feeling too clever,
you tool all that they’re lending
until you needed mending…
If you wanna try, If you wanna try
there’s no worse you could do (oh oh oh)
I know you lie (I know you lie)
I’m still in love with you (oh oh oh)
Can’t take me anywhere (Cant take you anywhere)
Can’t take me anywhere (No, I can’t take you anywhere)
I’ll take you anywhere you wanna go
No, You can’t stand me now (You can’t stand me now)
You can’t stand me now (You can’t stand me now)
You, can’t stand me now (You can’t stand me now)
You cant stand me now, YOU CAN’T STAND ME NOW!
Ad una prima lettura è già possibile distinguere varie immagini poetiche e togliendo le ripetizione del ritornello è possibile estrarre un testo poetico di particolare valore. Il testo è una sorta di dichiarazione-narrazione in prima persona che si riferisce in modo direttissimo ad un altra persona non specificata. Potrebbe generalmente essere una ragazza ma in realtà è Carl. Possiamo notare come Pete inizialmente parla di questo amore che l’altra persona ha interrotto e che ora lo ha lasciato “nell’oscurità”, come una lampada che all’improvviso viene spenta. Più avanti però Pete dice all’altra persona che non si rassegna, chiede se c’è una qualche possibilità di tornare insieme, dice che potrebbe portarla dove vorrebbe e conclude romanticamente con il ritornello urlando “You can’t stand me now”, adesso non puoi fermarmi, e cioé non puoi fermare il mio amore e non potrai mai fermarlo, e lo ripete in continuazione per accentuare questa volontà dicendolo sempre più forte per dargli sempre più il valore e l’intensità che merita. Questa canzone e le altre che seguono riprendono profondamente tutte le tematiche romantiche della decadenza, dell’amore negato ma che persiste e viene sublimato ed in generale la filosofia riprende esattamente i 3 punti fondamentali del romanticismo che ho affrontato all’inizio. Importantissima è anche la parte strumentale del pezzo. Vi sono basso, batteria, due chitarre e due voci che sono rispettivamente Pete e Carl. La canzone si configura e si allinea esattamente con la struttura della trama di un romanzo: inizia in maniera molto particolare con due battute strumentali che richiamano ad una sorta di introduzione, ad una sorta di “c’era una volta…” , poi inizia il pezzo che racconta dell’incontro tra i due ragazzi o “topicamente” tra ragazzo e ragazza: dopo un attimo di silenzio inizia a suonare una chitarra, da sola pannata tutta a sinistra, quella di Carl che tiene fissa una nota e tenendola fissa si identifica in essa ed essa diventa in un certo senso uno dei due protagonisti di questo romanzo; poi attacca Pete pannato tutto a destra che suona tre note arpeggiandole con successioni diverse immedesimandosi così nell’altro protagonista del romanzo. Nel frattempo entrano anche basso e batteria ed inizia quindi un progressivo crescendo che culmina in una battuta in cui rimane solo la chitarra di Pete che acquista improvvisamente di ritmicità ed intensità e suggerisce l’immagine di una scintilla, di qualcosa che si accende e, nel contesto, dell’amore che si accende e che inizia il suo percorso. A questo punto la canzone sostanzialmente attacca e le due chitarre pannate una tutta a destra e una tutta a sinistra per acquisire personalità e poterle meglio distinguere come due cose diverse, creano un’unica armonia crescente iniziando a suonare un riff ciascuna completamente diverso ma che insieme arrivano a mescolarsi sempre più formando una cosa unica. Questo estratto definisce il pezzo in cui l’amore nasce e arriva al suo culmine: le chitarre prima totalmente diverse, distanti e sconosciute, arrivano ad unirsi in una sola armonia, così i due innamorati dapprima distanti
e diversi si conoscono, scatta la scintilla che fa nascere e crescere l’amore iniziando a mescolarsi e ad unirsi sempre più l’uno all’altro. Nelle battute seguenti possiamo notare come l’armonia dapprima del tutto unita e solida inizia a perdere di consistenza fino a scomparire con l’inizio della voce di Carl. Per essere più precisi e per rendere meglio l’idea di fondo ed il rapporto di realtà coi fatti, Pete suona sempre la stessa nota dall’inizio della sequenza di prima andarsi a mescolare alla perfezione con Carl che invece qui inizia a far un giro diverso creando un senso di interruzione dell’armonia precedente, come se qualcosa fosse andato storto e avesse interrotto tutto. Questo intervallo simboleggia appunto la fine del rapporto: le prime parole di Carl sono non a caso “… An ending fitting for the start…”. Non mi soffermo oltre, questi primi 30 secondi dicono più di quanto si potrebbe dire, spiegano alla perfezione tutto l’album, tutto lo stile e la filosofia del gruppo, il resto lo lascio alla sua immaginazione. Altre importanti canzoni di quest’album utili per ricondurre i Libertines al filone romantico ottocentesco
sono “ Narcissist” dove si fanno più volte specifici riferimenti al capolavoro letterario di Oscar Wilde “Il Ritratto di Dorian Gray”:
Professionally trendy in the glow of Clapham sun
There’s life after work and it can be such fun
You see all the models in magazines and on the walls
You wanna be just like them
Cause they’re so cool
They’re just narcissists
Well wouldn’t it be nice to be Dorian Gray?
Just for a day
They’re just narcissists
Oh, what’s so great to be Dorian Gray
Every day?
We’re living in a looking glass
As the beauty of life goes by
You’re going to be so old
You’re going to grow so old
Your skin so cold
Well they’re just narcissists
Well wouldn’t it be nice to be Dorian Gray
Just for a day?
Such narcissists
What’s so great to be Dorian Gray
Every day?
They’re just narcissists
Wouldn’t it be great to be Dorian Gray?
Just for a day
Just for a day
In generale comunque in tutte le canzoni dell’album è possibile trovare riferimenti testuali più o meno espliciti a tematiche, opere e autori romantici ed il sound generale dei pezzi è molto dolce, romantico, a volte malinconico e a volte grezzo, quasi punk.
I Libertines quindi con quest’album hanno inventato e portato un nuovo vento romantico in tutta Europa ma, sciogliendosi solo qualche mese neanche dopo l’uscita, non hanno potuto promuoverlo fino in fondo e quindi esso è rimasto più che altro solo nel cuore dei loro amanti più che essersi diffuso a livello popolare. L’album tuttavia ha venduto molte copie(72.189 solo nella prima settiamana)ma tuttavia non ha avuto un enorme successo, basti pensare che nel sito-archivio musicale di Piero Scaruffi, alla voce dell’album corrisponde questa nota: A questo punto mancherebbe la recensione dell’omonimo “The Libertines” (Rough Trade, 2004), a mio modestissimo parere migliore di “Up the Bracket” e meritevole di un commento.
Anche se non ha avuto il successo da pietra miliare quale è, dopo e grazie a quest’album sono nati una miriade di gruppi Indie, alle volte addirittura più famosi e ascoltati di loro, come ad esempio gli Artick Monkeys.
Questi vari gruppi sono andati in direzioni più o meno differenti sperimentando chi nell’elettronica, chi seguendo sonorità più rock e punk. Questa scia di gruppi, più o meno commerciali, è significativa non tanto da un punto di vista qualitativo-musicale quanto di più generazionale. Emblema ne è Pete Doherty che dopo lo scioglimento dei Libertines ha fondato i Babyshambles. Pete è il portavoce di una generazioni di ragazzi delusi da aspetti politici, sociali, economici (anche in relazione alla produzione di musica: Indie sta per “Indipendent”) che amano la letteratura romantica, le poesie, le droghe e la musica di Beatles, Rolling Stones, Clash, Blur ecc e che scrivendo canzoni parlano di sentimenti, di sensazioni piacevoli e non e soprattutto d’amore. Di aspetti quindi legati strettamente all’individuo e alle proprie relazioni ed esperienze individuali, ne danno voce ed importanza, in contrapposizione alla società odierna che dei sentimenti o ne frega o ne fa un uso strumentale (pensiamo ad esempio a quello televisivo) non valorizzandoli di per sé ed in continuazione col cardine romantico del “soggettivismo ed individualismo”. I Libertines e la generazione a cui hanno dato voce sono quindi il prodotto di anni e anni di mutamenti in campo musicale e sociale che ho descritto. I Libertines parlano di amore, sentimenti, esperienze personali grazie ai primi artisti blues, parlano d’amore in una sfera piuttosto giovanile grazie all’influenza dei Beatles, hanno fatto loro tematiche decadenti presenti soprattutto nei Joy Division e nei testi e nella filosofia generale si sono rifatti molto a personaggi come Oscar Wilde, Baudelaire. Importante è anche l’influenza di Peter Wolfe,
musicista e poeta romantico rimasto sempre sconosciuto al grande pubblico, che fu persino soggetto di un documentario commissionato per “The Other Side” del Channel Four della tv britannica che si chiamava “The Greatest Unknown Rock’n’Roll Star”. I Libertines hanno quindi dato voce e vigore ad una generazione di giovani romantici contemporanei, una nuova scia di romanticismo che è esploso e ha iniziato il suo percorso in Inghilterra e sempre nello stesso paese si è evoluto in vari modi creando diversi sotto-generi. I rappresentanti di spicco di questo genere sono gli Artick Monkeys ma se ne possono trovare una miriade: Razorlight, Gossip, Franz Ferdinand, Florence & The Machine, più tutta una serie di elettro-indie di nuova generazione. Questa generazione di artisti, grazie alla base di pubblico di giovani romantici, a partire dal 2002 arrivando fino ai giorni nostri, è riuscita a farsi strada tra le classifiche prima europee poi americane, arrivando a creare una vera e propria moda, un movimento di tendenza che comprende musica, abbigliamento e attitudini. Una musica che solitamente parla d’amore e di sentimenti con strumenti appartenenti al rock classico: una o due voci, una o due chitarre, basso, batteria e in alcuni gruppi d’avanguardia sono presenti anche sonorità elettroniche. L’abbigliamento si rifà allo stile dandy di fine 800-inizi novecento e allo stile Mod anni ‘60: l’eleganza e lo sfarzo vengono personalizzate e vi è una semplificazione del vestiario, magari anche in chiave punk-proletaria rovinando e consumando i vestiti comunque eleganti: questo per ricordare le radici sociali e musicali. Molte case d’abbigliamento hanno iniziato a proporre linee indie o hanno del tutto commutato la loro produzione in questa direzione (American Apparel ad esempio), così come ne sono nate di nuove esclusivamente indie ma più di nicchia. L’Indie prima in Europa poi in America, è iniziato a spopolare anche nelle discoteche rock con serate esclusive in determinati giorni della settimana e contemporaneamente sono nati nuovi locali in questo stile. Importante è anche l’abuso di droghe tra i giovani indie così com’è nella tradizione del rock con l’innovazione di far uso di sostanze con effetti e principi attivi molto diversi come marijuana, cocaina, eroina ed alcol.
Il movimento Indie, movimento che più incarna il romanticismo contemporaneo e che si sta ancora sviluppato ai giorni nostri, ha tuttavia già perso molto di quella che era la filosofia iniziale coniata dai Libertines. Ora, come accade a tutti i movimenti musico-culturali, si sta sempre più commercializzando, sta divenendo sempre più un prodotto preconfezionato per le masse e si sta sempre più svuotando di tutti i valori filosofici iniziali . Tuttavia romanticismo o surrogati sono comunque molto presenti nella società odierna con varie forme ed influenze: soprattutto con la crisi economica di questi utimi anni, in cui molte certezze sono state perse, si possono notare diversi accenni al romanticismo, ai sentimenti, all’amore. Oltre che il il poeta romantico Peter Wolfe e altri poeti e poetesse minori che riprendono tematiche romantiche, in diversi eventi è possibile rintracciare tematiche romantiche: oltre a molte serate indie a sfondo romantico è possibile identificare ad esempio il Festival Mix, festival del cinema omosessuale gay e lesbo, dà come traccia, come linea guida di quest’anno la “love potion”(http://www.cinemagaylesbico.com/2010/info/love-potion) parlando di un intreccio di sentimenti, oppure la Fiera dell’Amore di Verona a settembre e una miriade di altre iniziative con come tema l’amore, i sentimenti e le emozioni ecc.
Ho traccia qui quindi tutta la storia e l’evoluzione che ha fatto romanticismo il quale è scomparso per un centinaio d’anni e è tornando alla luce in questi in maniera rinnovata. Ho evidenziato tutti gli eventi ed i fattori di musica, stile e cultura popolare che hanno portato il romanticismo da essere una corrente artistico-letteraria d’elitè ottocentesca a divenire una salda parte integrante della cultura popolare moderna.

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